CARIN GRUDDA

“Qui – altrove, noi siamo un’isola”

…”Ma che cos’è questo lampo di felicità che mi fa tremare, mi ridà forza, vita? Vi domando scusa, dolcissime creature: non avevo capito, non sapevo. Com’è giusto accettarvi, amarvi. E com’è semplice!”…

Una frase pronunciata da Marcello Mastroianni e presa in prestito da 8½, capolavoro del più grande “artista” del cinema, Federico Fellini, nel film riferita all’universo femminile, permette di spiegare ciò che succede dopo un po’ che si “frequenta” il mondo fantastico di Carin.
La verità che Carin racconta con i suoi lavori è questa: accettare tutti i suoi personaggi, anche i più grotteschi, ci insegna ad amare l’intero creato, dando e ricevendo in cambio forza e vita, nel modo più naturale possibile.
Libera da ogni logica del mercato dell’arte, che la corteggia e la cerca, incontrandola solo quando Lei si concede, Carin Grudda presenta oggi la piena maturità della sua evoluzione artistica: sculture in bronzo di ogni dimensione, dipinti a olio, assemblages, fino alle incisioni realizzate con la più difficile delle tecniche, la puntasecca.

dolcissime creature.

Ho conosciuto Carin Grudda come si può conoscere uno spirito affine e quindi sarebbe più corretto dire che ho ritrovato una persona che è parte di un universo nel quale vivono anime dalle comuni aspirazioni e sensibilità.
Osservando le sue opere d’arte, ad un primo sguardo si rimane stupiti, perché ancora estranei, di fronte alla sua fantastica creatività. I suoi personaggi sembrano provenire da mondi “diversi”, a volte lontani, altre come nascosti dentro di noi. Camminano tra i boschi e i prati, si affacciano sulle rive dove le onde si infrangono in un dialogo continuo ed inarrestabile. Spesso piccolissimi, a nascondersi tra le foglie d’erba, ma anche figure enormi, come i personaggi delle favole di quando eravamo bambini, ingenui ed ancora “puri”.
Ecco, questa purezza dell’infanzia viene lentamente ed inesorabilmente risvegliata in noi guardando i lavori di Carin Grudda. Un’innocenza però matura, cosciente, che ci trasporta a vivere nel suo mondo, permettendoci così di percepire sensazioni da tempo sopite.

“Bella ciao”

bronzo
2017 – 92 x 60 x 35 cm

 

“Misses Lumpe”

bronzo
2017 – 85 x 47 x 30 cm

 

“Il primavera blues”

olio su legno
2020 – 1,80 x 1,80 cm

“Imbarcato, fuga in barca volante”

olio su legno
2022 – 74,5 x 60 cm

 l’autenticità intrinseca dell’animale, che mi affascina, e che è sempre più rara da trovare negli esseri umani.
Inoltre, amo gli animali, il modo in cui si adattano all’ambiente sempre più difficile e come se la cavano; e tutto questo senza alcun lamento, pretenziosità e malumori… . Se vuoi, forse è un approccio romantico: la zebra ha semplicemente incrociato il mio cammino, o mi è capitata

Durante un progetto commissionato sulla Namibia, durante la ricerca mi sono imbattuta in disegni rupestri millenari (circa 3.000-10.000 a.C.) nell’area di Tsodilo Hills, Botswana.
Quando l’ho scoperta tra tutti i leoni, le giraffe, le antilopi e gli aborigeni, me ne sono subito innamorata e l’ho adottata. È il MIO “unicorno”, la mia creatura mitica, come se avessi vissuto 3.000 anni fa e l’avessi sentita e trovata io stessa disegnandola.

“Zebra – da sola sul campo vasto”

bronzo
2023 – 100 x 125 x 24 cm

“Zebra – da sola sul campo vasto”

olio su tavola
2023 – 90 x 115 cm

Tutti gli assemblaggi sono strettamente legati alla fonderia romana:
Il primo bronzo in assoluto è nato da un assemblaggio, l‘“Elepardo“, un reperto trovato sulla spiaggia, che avevo messo su quattro ruote.
Dopo, mi sono imbattuta nelle vecchie tavole sui quali si trasportavano i modelli nella fonderia.
Portavano sempre segni di lavorazioni successive, che fossero sabbia, gesso o bruciature.
Questi “tableaux“ mi affascinavano, perché raccontavano della loro lunga “vita artistica“, o meglio del fatto che erano stati messi al servizio dell‘arte. Erano già di per sé degli originali.

“Himmelsleitern”

olio su legno
2023 – 56 x 35,7 x 2,2 cm

Non solo la scultura è un atteggiamento nei confronti della vita; l’arte lo è in generale: il modo in cui una persona (e l’artista come suo rappresentante) sta al mondo. E come riesce a sopportarlo.
Il cambiamento della dimensione o della proporzione delle misure reali talvolta rende visibile l’invisibile, cioè l’essenza o l’essere.
Prendi, per esempio, il grande “Blau Miau”, il gatto di quattro metri per cinque. Trasforma l’uomo in un topo – da un lato, ma rivela anche la commovente e assurda auto-sopravvalutazione di un piccolo gatto, che affronta coraggiosamente il colosso dell’uomo o addirittura un’automobile.

“Signora con uccello”

bronzo
2021 – 37 x 25,5 x 11 cm

“Nel blu dipinto di blu”

olio su tela
2019 – 136 x 157 cm

Anna Pennati - El Sueno

“Noi siamo un’isola”

olio su legno
2019 – 41,5 x 89 cm

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“Qui e altrove – Noi siamo un’isola”, questo il titolo della mostra: un luogo dove tutti possono approdare, da ogni direzione come solo un’isola può permettere, aperta ad ogni anima e spirito libero, che qui troverà nutrimento e conforto.

Luca Temolo Dall'Igna

“Sfera”

bronzo
2022 – 20 x 28,5 x 6,5 cm

“Willi”

bronzo
2021 – 23,5 x 7 x 4,5 cm

“Zebra – da sola sul campo vasto”

bronzo
2023 – 22 x 27 x 4,5 cm

Barcaiola

puntasecca – A.P. – 2005 – 125 x 95 cm

In volo
bronzo – E.A.II/IV – 2017 – 55 x 40 x 15 cm

“Zebra – da sola sul campo vasto”

Olio e Tecnica mista su tela
2023 – 90 x 115 cm

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